LA DAMNATIO MEMORIAE DI WOODY ALLEN

dalla pagina Facebook di “radicali e dintorni”

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LA DAMNATIO MEMORIAE DI WOODY ALLEN
Il regista non merita un editore. Sono tutti atterriti dal #metoo

su Il Foglio del 4 maggio 2019

Damnatio memoriae, è proprio il caso di dirlo. La locuzione latina significa letteralmente “condanna della memoria”. Nel diritto romano era la pena che portava dritto alla cancellazione di qualsiasi traccia che riguardasse una persona. E’ come se essa non fosse mai esistita. Statue, monumenti, libri, monete, tutto. Tutto doveva essere sfregiato. E’ quello che sta subendo Woody Allen. Il famoso regista si è visto sbattere la porta in faccia dai maggiori editori per la pubblicazione delle sue memorie. Lo raccontava ieri il New York Times, citando i capi di quattro grandi case editrici americane, dopo che sono riaffiorate le accuse di molestie alla figlia Dylan Farrow. L’esito non ha portato a nulla, non è emerso alcun abuso, ma la vicenda ha isolato il grande regista newyorchese da tutto e tutti. Le case editrici interrogate hanno spiegato al Times che sarebbe commercialmente e culturalmente rischioso pubblicare le memorie di Allen. Effetti del movimento

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