Cara compagna Forenza non mi rappresenti

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Leggo (si io l’ho letto) il discorso dil discorso della candidata della Sinistra Europea per la carica di presidente e devo dire che non mi rappresenta.

Credo innanzitutto sia sbagliato dare priorità al suo essere femminista e alla problematica della violenza di genere qui in Europa dove le donne godono di diritti molto superiori a quelli di altri Paesi del mondo.  Capirei un accenno alle donne segregate nei Paesi musulmani ma qui in Europa mi pare fuori tempo massimo definirsi femminista.  In secondo luogo non credo che in “una Europa in cui una donna su tre subisce violenza fisica o psicologica” . Basta un po’ di buon senso e logica. Guardatevi intorno compagni e compagne, vedete questa marea di donne con un occhio nero?   A meno che non si indichi come violenza psicologica e fisica, quelle pressioni che anche un uomo subisce. E in tal caso si insulta due volte: il dolore delle donne che soffrono veramente una violenza, gli uomini che anch’essi subiscono queste violenze “leggere”   ma di cui nessuno parla. Perchè se criticare un vestito è una violenza, si pensi a quanti uomini vengono criticate da una donna per il vestire.  Davvero la giudicata violenza?  questo è sessismo! pensare che sugli uomini si possa fare una “violenza” che sulle donne invece finirebbe sui libri di statistica di genere.

Il secondo punto che mi trova in forte disaccordo con la compagna europarlamentare è l’assenza di critica alle strutture sociali, della parola socialismo (femminismo si, socialismo no?!) . Una Sinistra che sia tale non deve rinunciare a proporre di abbattere tutte le gerarchie che non siano utili per il benessere collettivo. Tutte le sovrastrutture che rendono infelici gli individui. Non deve rinunciare a richiamarsi ad una profonda giustizia sociale e a sognare “ognuno secondo le sue capacità e ad ognuno secondo i suoi bisogni”.

Ancora la compagna eurodeputata non cita la grande rivoluzione digitale e robotica che rischia di mettere fuori dal mondo del lavoro milioni di persone. Anche qui nella nostra Europa. Quale prospettiva di lungo respiro ha la sua visione?

Non una parola sui conflitti internazionali. E sebbene citi giustamente che l’Europa deve accogliere gli immigrati e non può trincerarsi come in qualche distopia, non cita e non c’è volontà di capire quelle fasce più deboli d’Europa che dalla venuta dei migranti ricevono tutti i danni e pochi vantaggi. Facile da condannare stando seduti a Bruxelles o in qualche bel quartiere italiano.

Cara compagna,  non mi rappresenti dunque.

E sebbene abbia apprezzato il riferimento al Sud Europa e al reddito di cittadinanza, non posso far a meno di notare che proprio tu, vendendo dall’ Italia, avresti potuto puntare il dito contro la criminalità organizzata e a favore dell’anti-proibizionismo.

Avresti potuto infine dare una stoccata alla finanza speculativa che crea ricchezza monetaria ma non materiale e alla tecnocrazia europea, continuamente schiaffeggiata dal voto popolare ultimamente, che continua ad ergersi come depositaria della verità. Una verità capitalista e anti-democratica.

 

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