il mio percorso politico

stavo pensando al mio percorso politico.

dapprima liberale, con forte amore per l’illuminismo(quello mai finito),  reganiano e anti-comunista.  con a pelle simpatia per craxi (eh… ce ne vuole!  coglione! ).

poi azionista, socialista,  non comunista ma  implicitamente marxista.  eh ….ad un certo punto  votavo DS convintamente. che coglione!

entrambe le volte, con un amore per l’imposizione dall’altro, le strutture, le complicazioni, le strategie da bollare “su lungo periodo saremo tutti morti”, l’elitismo (ovviamente uno si immagina sempre nell’elite).

e ora?

e ora sono per “non mi rompano i coglioni”.  la passione politica è rimasta anche se declinata diversamente. Ma sono più tollerante. Ho ristretto il campo del mio agire: dai grandi sistemi alle tematiche singole. Dal “un sacrificio necessario”  a  “prendiamo quel che c’è da prendere” .

Forse è il ritorno del piccolo cabotaggio che avevo prima di innamorarmi di Lenin (da non comunista, che coglione!) .

i radicali come ultimo rifugio, ultimo ibrido tra il domani (il mio giardino) e il ieri (le grandi battaglie per gli altri… carcerati e omosessuali da cui non traggo nulla anzi forse ci perdo), per chi si è cmq rotto le balle di sognare anche se vorrebbe. Perchè sa che se ti ubriachi finisci inculato. E sa che tutto sommato la differenza non la fa essere di destra o di sinistra, essere liberale o fascista o comunista o socialdemocratico o altro ma la fanno le persone. gli individui.

ecco “io ho riposto le mie brame nel nulla”.   io vedo la politica come una sorta di ingegneria:  problema e soluzione da trovare. soluzione ottimizzata per il nostro know how(e qui si innesca ancora l’ideologia), per il “cliente”

ma senza più vincoli.  senza più razionalmente(irrazionalmente ci sono ancora) odi verso berlusconi o i comunisti o i fascisti.  nulla più. che mi importa il clan.  la risoluzione del problema è importante.

sarà il callo che uno si fa alla vita.

sarà altro.

ma io non sento più di difendere “sistemi”, sento di dovermi difendere e chiedere ai sistemi di difendermi.

non è egoismo . non chiedo solo per me.  chiedo per tutti ma chiedo di non perderci.  anche perchè non me lo posso permettere.    un ricco può permetterselo.  non la gente comune.

e allora? allora boh.  è strano vedersi indietro e non provare quella rabbia, quella voglia di escludere, di randellare che si aveva in gioventù.   è diverso dai giovani che oggi non si interessano di politica ma non è uguale ai giovani di allora e forse neanche ai vecchi di allora (socialista, comunista, fascista….. loro si scaldano ancora).

certo l’impostazione ideologica non si può dimenticare.  quella è automatismo. ma un automatismo che oggi si è ribaltato e mi chiede che le persone siano autonome della dipendenze:  poco Stato, nessuna legge ferrea economica,  libertà nella morale.

e vabbe…. torniamo ad esser persone serie🙂

 

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