il “signore degli anelli” è fascista?

leggo su un forum, scritta da un utente che ha mostrato più volte cultura, questa risposta:

Un po’ per colpa delle interpretazioni arbitrarie di Elemire Zolla, che (oltre a sbagliare perfino particolari del racconto) in barba alle dichiarazioni dell’autore, volle leggere l’opera – nella prima Prefazione – come una cosa esoterica e simbolica in chiave cristiano-tradizionalista (parlando di una lotta tra diverse concezioni della fiaba-mito, contrapponendo ad esempio Auden o Blake a Tolkien e Lewis; una cosa del tutto inventata da Zolla, infatti Auden ammirava il libro), mentre Tolkien disse esplicitamente (nella prefazione originale inglese, sostituita da quella di Zolla nell’edizione Rusconi e in quelle Bompiani precedenti al 2004) che ISDA non era un’allegoria politica, ma un romanzo ambientato in un mondo mitologico da lui inventato (e di cui parla principalmente nel volume postumo Il Silmarillion) per fornire una mitologia all’Inghilterra che ne era sostanzialmente priva (re Artù a parte, non a caso la leggenda arturiana – come quella di Beowulf – è trattata in un libro postumo di Tolkien, quasi come un proseguimento “recente” della storia della Terra di Mezzo) rispetto al mondo latino e norreno-germanico (stessa operazione fatta da MacPherson nel XVIII secolo con I canti di Ossian, nei confronti però della Scozia), dotati invece di proprie mitologie (i miti classici greco-romani e quelli norreni); anche se ovviamente aveva avuto ispirazione da fatti e idee dell’autore stesso. I fascisti italiani ci ricamarono sopra, con i Campi Hobbit e storie simili (negli USA era invece stato adottato dalla cultura hippie), cercando di collegare l’universo tolkieniano con le teorie di Evola o con i sentimenti tradizionalisti/monarchici/imperialisti di una parte di neofascismo. Una cosa lontana anni luce dallo spirito del romanzo, che non vuole rappresentare il rimpianto per il medioevo “trono e altare” come nella testa dei fasci, anzi non parla per niente del “nostro” medioevo, ma di un medioevo di un mondo fantastico e remoto (di cui il citato Silmarillion rappresenta invece l’età antica). Probabilmente Zolla non avrebbe scritto certe interpretazioni se avesse letto l’intera mitologia tolkieniana, pubblicata però postuma anni dopo. Bastava però seguire la prefazione dell’autore, che negò nettamente che il romanzo fosse simbolico e meno che mai fascista, al massimo poteva essere letto con un ottica cattolica (ma nemmeno troppo, infatto Tolkien era cattolico ma tendeva a tenere separati la sua religione dalla mitologia), ma fascista o evoliana no (non c’è alcuna traccia di morale aristocratica in Tolkien, anzi spesso sono proprio i re e i sovrani che si comportano male nei suoi romanzi, mentre le persone “semplici” sono spesso i veri eroi risolutori). Tolkien costruì perfino una teologia vagamente neoplatonico-gnostica, ci vorrebbe un topic apposito.

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