la donna è molto più uguale rispetto all’uomo

Su ilfattoquotidiano si dà risalto alla questione maschile per quanto riguarda il divorzio e il riconoscimento della partenità con un articolo dell’avvocato Marcello Adriano Mazzola:

Divorzio e separazione, se la donna è molto più uguale rispetto all’uomo

un elenco interessante e chiaro di punti chiavi alle tematiche qemministe.

ilfattoquotidiano ogni tanto sorprende con questi articoli politicamente scorretti, davvero molto godibili.

Mentre del tutto inutili paiono essere i due giornali del grande capitale (repubblica, corriere),   ancora succubi di femminismo quelli di sinistra e beceramente reazionari quelli di destra (il maschilismo non è meglio del femminismo!)

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Polpetta avvelenata dei giornali “riformisti” contro Liberi e Uguali

ferrandoSu repubblica e su avantionline sono stati pubblicati due articoli che riguardano i trotskisti di Ferrando.

Avantionline è una rivista dei socialisti riformisti,  repubblica  è vicina al pd e soprattutto agli interessi dell’alta borghesia.

Non mi risulta che siano mai stati particolarmente interessati alla galassia comunista nè che abbiano dato risalto nelle passate elezioni ai gruppi trotskisti.

Sospetto dunque che questo interesse sia semplicemente un tentativo di distogliere qualche voto da Liberi e Uguali.

In tema di trotskisti io rimango comunque con un debole per alternativa comunista che quantomeno, pur dando spazio alle solite menate femministe sulle donne, tende a dare la colpa al capitalismo e non a colpevolizzare il genere maschile.

 

Giornata contro la violenza sulle donne.E quella contro gli uomini?

1479631135-1393846533457Ormai in questo mondo globalizzato invece che le festività dei santi ci sono le giornate internazionali, che poi internazionali non sono ma sono dettate da qualche ente/elites quasi sempre anglofono.

Ovviamente giusto combattere la violenza contro le donne ma sarebbe giusto combatterla anche contro gli uomini.

Inoltre bisognerebbe ricordare che i  reati sono individuali e non si può incolpare tutto un genere per la violenza di pochi.  Spesso le femministe lo dimenticano.

Voglio a tal proposito ricordare i dati di questo articolo:

 La metodologia è la stessa utilizzata dall’Istat nel 2006, per la raccolta dei dati sulla violenza contro le donne e che ancora oggi vengono riportati con grande enfasi. Secondo l’indagine dell’Università di Siena, nel 2011 sarebbero stati oltre 5 milioni gli uomini vittime di violenza femminile configurata in: minaccia di esercitare violenza (63,1%); graffi, morsi, capelli strappati (60,05); lancio di oggetti (51,02); percosse con calci e pugni (58,1%). Molto inferiori (8,4%), a differenza della violenza esercitata sulle donne, gli atti che possono mettere a rischio l’incolumità personale e portare al decesso.

Una differenza rilevante questa, che in parte giustifica la maggiore attenzione al femminicidio. Nella voce «altre forme di violenza» dell’indagine (15,7%) compaiono tentativi di folgorazione con la corrente elettrica, investimenti con l’auto, mani schiacciate nelle porte, spinte dalle scale. Come gli uomini anche le donne usano forme di violenza psicologica ed economica se pur con dinamiche diverse: critiche a causa di un impiego poco remunerato (50.8%); denigrazioni a causa della vita modesta consentita alla partner (50,2%); paragoni irridenti con persone che hanno guadagni migliori (38,2%); rifiuto di partecipare economicamente alla gestione familiare (48,2%); critiche per difetti fisici (29,3%). Insulti e umiliazione raggiungono una quota di intervistati del 75,4%; distruzione, danneggiamento di beni, minaccia (47,1%); minaccia di suicidio o di autolesionismo (32,4%), specialmente durante la cessazione della convivenza e in presenza di figli, spesso utilizzati in modo strumentale: minaccia di chiedere la separazione, togliere casa e risorse, ridurre in rovina (68,4%); minaccia di portare via i figli (58,2%); minaccia di ostacolare i contatti con i figli (59,4%); minaccia di impedire definitivamente ogni contatto con i figli (43,8%).

Non si tratta quindi di aizzare gli animi per una guerra di genere, da cui forse ne uscirebbero vincitrici solo i robot ma di educare alla non violenza e far rispettare le leggi.

bellezze da miss venezuela

 

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lei è la  vincitrice :  Stefany Gutierrez:

 

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belle donne venezuelane

beautiful Venezuelan women

belles femmes vénézuéliennes

hermosas mujeres venezolanas

красивые венесуэльские женщины

المرأة الفنزويلية الجميلة

美麗的委內瑞拉婦女

सुंदर विनीज़वीलियन महिलाओं

美しいベネズエラの女性

applicata la sentenza “Grilli-Lowenstein” a Berlusconi

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Ecco una buona notizia:

da liberoquotidiano:

 

Brutte notizie per Veronica Lario, buone per Silvio Berlusconi. La signora Lario, ex moglie del Cavaliere e madre di tre dei suoi 5 figli, non ha più diritto all’assegno di divorzio da 1,4 milioni di euro al mese e dovrà restituire oltre 60 milioni di euro.

La clamorosa decisione arriva dalla corte d’Appello di Milano, che ha accolto l’istanza dei legali di Silvio Berlusconi, che chiedevano di applicare la recente sentenza “Grilli-Lowenstein” della Cassazione. Sulla base di questa pronuncia, l’ex Cavaliere sosteneva che l’ex moglie non avesse più diritto agli alimenti in quanto, avendo liquidità per 16 milioni (come è spiegato nella sentenza di separazione del tribunale del dicembre 2012), gioielli e società immobiliari, godrebbe di certo di una determinata “tranquillità economica” e sarebbe autosufficiente.

 

Mi pare corretto non abbandonare alla povertà il proprio ex coniuge con il quale si è condiviso un tratto della propria vita ma se questo ha soldi a sufficienza per farcela da solo allora non si deve pagare.

Non so quanto gli uomini italiani chiederanno soldi indietro e quante ex mogli (o ex mariti) siano ricevendo assegni non dovuti, spero che tutti quelli che stanno speculando ricevano adeguato trattamento o quantomeno venga impedito loro di speculare ulteriormente.

Cmq come dicevo: un altro tassello della questione maschile che si va risolvendo.