John Wick – recensione

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Nell’arco di poche settimane ho visto  i 3 (finora) capitoli della saga. Devo dire che mi è piaciuto molto. Il primo è splendido.  Assolutamente allucinante: tutto accade per un cane. Questo John Wick una scheggia impazzita 😀

Tantissima azione (non fate funzionare troppo il cervello… pensate a Rocky che para i pugni con la faccia …ecco quello è il livello di realtà) in tutti e tre i film.

Bello lo scenario, l’idea del Continental.

Il primo è impeccabile. Peccato solo che uccidano il cecchino.

Il secondo magari pecca un po’ troppo nel finale ma comunque è notevole. Scamarcio non mi aggrada tanto come camorrista. Invece nelle pochissime scene che in cui è presente promuova la Gerini. Anche se io la vedevo più come boss della ndrangheta che della camorra.

Il terzo è fatto meglio del secondo. Ci sono cose che non ho capito come il Reggente e non è che mi aggrada troppo la figura di Halle Barry ma alcuni personaggi sono davvero ben caratterizzati come la giudicatrice,  il portiere dell’albergo (che finalmente dimostra) e un paio di orientali. L’avversario finale è simpatico, fa quasi tenerezza.  La coppia ricorda molto gli avversari finali di un altro bellissimo film di azione: l’indonesiano the raid.

Devo dire che il re dei poveri, interpretato da non-ricordo-il-nome è invece l’unico personaggio che non gradisco.

Comunque consiglio la visione di tutti e tre i capitoli della saga.

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Dividere i campi: professione e libertà di pensiero

 

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Intorno alle polemiche delle femministe e del politicamente corretto sulla premiazione di Alain Delon, la direzione del festival ha risposto:

“Non daremo ad Alain Delon il premio Nobel per la pace. Gli daremo una Palma d’Oro per la sua carriera come attore”.

Ecco, questa risposta di Freamux è molto intelligente. Le opinioni personale possono essere espresse (c’è libertà di pensiero e parola altrimenti cosa ci distingue dai regimi totalitari nazifascisti, comunisti e teocratici?)  e le opinioni di una persona non devono influire sul riconoscimento dei meriti professionali e sociali di quella persona.

 

L’ articolo sulle polemiche intorno alla premiazione di Alain Delon

«Nazionalizzare le aziende dell’auto»

Leggo questo titolo e devo dire che mi affascina.

Non sono contrario all’iniziativa privata (anzi) ma desidero che quasi tutte le maggiori aziende siano in mano dello Stato (e magari di alleanza di Stati come la italo-francese ST microelettronics).

Del resto per quanti soldi lo Stato ha buttato dietro alla Fiat, se la sarebbe potuta comprare.

Poste, Eni, Enel sono già realtà statali e pare vadano discretamente.

Aggiungervi la FCA e un’industria di telecomunicazioni non sarebbe male.

Ai privati, sotto forma di singoli o cooperative, le medie e le piccole aziende.

Ma vabbe….. sono solo desideri.

LA DAMNATIO MEMORIAE DI WOODY ALLEN

dalla pagina Facebook di “radicali e dintorni”

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LA DAMNATIO MEMORIAE DI WOODY ALLEN
Il regista non merita un editore. Sono tutti atterriti dal #metoo

su Il Foglio del 4 maggio 2019

Damnatio memoriae, è proprio il caso di dirlo. La locuzione latina significa letteralmente “condanna della memoria”. Nel diritto romano era la pena che portava dritto alla cancellazione di qualsiasi traccia che riguardasse una persona. E’ come se essa non fosse mai esistita. Statue, monumenti, libri, monete, tutto. Tutto doveva essere sfregiato. E’ quello che sta subendo Woody Allen. Il famoso regista si è visto sbattere la porta in faccia dai maggiori editori per la pubblicazione delle sue memorie. Lo raccontava ieri il New York Times, citando i capi di quattro grandi case editrici americane, dopo che sono riaffiorate le accuse di molestie alla figlia Dylan Farrow. L’esito non ha portato a nulla, non è emerso alcun abuso, ma la vicenda ha isolato il grande regista newyorchese da tutto e tutti. Le case editrici interrogate hanno spiegato al Times che sarebbe commercialmente e culturalmente rischioso pubblicare le memorie di Allen. Effetti del movimento

Tasso di disoccupazione in Europa

Avere un lavoro, con uno stipendio degno, è un fattore di libertà notevole . Se una persona è in salute e giovane, le è sufficiente abitare in uno Stato con bassa disoccupazione e redditi decenti per essere libera.   (se ovviamente non è in salute, allora serve un forte welfare state e questa è un’altra battaglia da combattere).

L’immagine è tratta da facebook

 

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Parlando delle elezioni europee

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Tra un mese ci sono le europee.

Se quelle precedenti segnarono la vittoria del bimbominkia fiorentino, queste segneranno la vittoria del bimbominkia padano.

Entrambi spinti non poco dai media che magari avrebbero preferito il duo tradizionale berlusconiani-ex pci  ma sono ben lontani dal far la guerra a Salvini che rappresenta bene o male pur sempre le classi dirigenti (altro che riferimenti al popolo!!) come dimostra la proposta della flat tax, una tassa pienamente capitalista.

Quel che è interessante e che fa cadere la braccia è che se la gggente comincia a criticare in maniera netto i 5 stelle, tace su Salvini e sembra preferirlo pur facendo parte questo dello stesso governo che sta affossando l’economia italiana. Ho sentito persone candidate al reddito di cittadinanza, dire di preferire Salvini ai 5 stelle!  E’ il Paese dell’elettore femmina che appena vede il bulletto si invaghisce.

Ma non è di Salvini che voglio parlare.  Bensì di formazioni molto piu piccole.

Innanzitutto +Europa, un’accozzaglia di liberisti di varia natura radunati da DellaVedova,  un liberista che ha cambiato più partiti che camice.  Con lui l’ex 5 stelle Pizzarotti,  i socialisti del PSI (che non avrà neanche uno spazietto per il simbolo pare!),  il democristiano Tabacci e  da quel che ho capito anche qualche ex piddini vicino a Emiliano (ma di questo non sono sicuro). Stavolta, nonostante i media spingano di meno,  +Europa rischia davvero di farcela.  Mi auguro che almeno un paio di eletti siano i candidai socialisti.

Le formazioni di sinistra sono quella ecologista, quella comunista (di Rizzo), la sinistra (rifondazione + sinistra italiana). In qualche modo anche il piccolo Partito Pirato può essere inserito nell’alveo della sinistra.

Personalmente sono oscillante tra il partito comunista di Rizzo (che già votai in una camera delle politiche) e LaSinistra.  Probabilmente quest’ultima.  Motivo: unica che può raggiunngere il 4% e rompere il monopolio delle destre.  Mi auguro complessivamente un buon risultato dei partiti di sinistra.

Segnalo nell’ambito della QM e delle elezioni, il candidato (o ex candidato) dei verdi Nicolas Micheletti nell’Italia centrale che pare abbia idee vicini all’antifemminismo.  Non so questo quando lo renda votabile (io ad esempio difficilmente sosterrei uno che ritiene il veganesimo come questione politica).